venerdì 23 settembre 2011

La semplicità complessa di una crostata di more. Avrei bisogno di respirarti in una stanza stretta stretta. La costanza attenta nel raccoglierle quelle benedette more tra rovi scomodi. Una per una. Non ho più quel pezzo di cielo in cui mi sistemavo per brillare. E mi servirebbe un gioco in cui sorridere per niente. Le promesse che uno di vita in vita dovrebbe mantenere. I segreti detti e mille altri motivi che ti stanno addosso e non puoi e non devi e non ti riesce di ignorare. Si sbaglia quando si ama tanto come quando si ama poco. L'innocenza. Dovremmo mantenerci innocenti anche se costretti ad essere adulti. Penso alla purezza e così vorrei l'amore. Un vento fresco e un tetto di notte e una luce troppo forte e poi le zampe lievi di un gatto lo stare in equilibrio su un piede solo e l'acqua quando hai sete ed un buon vino quando sorridi e l'ascolto incondizionato e la fierezza di essere lì in quel posto in quel modo in quel momento esattamente dove vuoi. Da grande vorrei essere una crostata di more. E adesso vorrei una treccia di capelli lunghi lunghi da intrecciare. Dopo averli spazzolati lentamente inclinando morbida la testa. Diffondermi.

5 commenti:

Noir ha detto...

Bello... molto

Ernest ha detto...

si davvero bello...

GIO...ILLUSION ha detto...

non crescere..... io ci sto provando.

apepam ha detto...

L'innocenza dell'amore è nella sua sfrontatezza, quando si ama. Con tutti gli sbagli di cui ha bisogno per continuare ad andare senza saper nulla della strada che sarà.
Questo pezzo di Chopin lo esprime... è un movimento che si strugge, ma sempre vivo.
AbbraccioTi****

walkinblue ha detto...

Noir

Grazie...

Ernest

Anche a te...

Gio

Io "voglio" crescere.

Pam

Sono fortunata. Sempre. Anche per tutto quello che non ho più d'amore...
Stretta.