mercoledì 12 ottobre 2011

C'è una strana leggerezza mischiata al mio respiro. Mi guardo attraversare strade rivolgermi alla gente stare in posti del tutto nuovi o anche solo prendermi un caffè al vetro macchiato come piace a me e mi sento definita. Come fossi disegnata a china da mani esperte su un foglio grezzo e vivo. Sono compiuta ogni giorno di più. Affogo in mille pensieri e infiniti progetti. Sto attenta a tutto quello che faccio e la mia testa non smette un solo secondo di pensare e decidere e agire per muovere il corpo dove devo. Non appartengo all'immagine che nei miei occhi hanno certe vite. Continuo a dirmi che la mia deve essere diversa e so sempre più profondamente quello che voglio e perché lo voglio. Fatico che certe volte mi lascerei cadere a peso morto ma subito penso che tutto è possibile. Questo posto molto spesso è una catarsi. Inizio da "c'è una strana leggerezza mischiata al mio respiro" e arrivo dove l'acqua è più profonda e arrivo chissà dove. Per troppo tanto tempo mi sono solo accontentata. L'energia maschile che sta in una donna. Quella del guerriero. Quella che quando esce non puoi proprio più fermarla. Quell'energia capace di  t r a s c i n a r e.
Ci stava una bambina che mi guardava zitta zitta. Io ogni tanto, mentre facevo il mio, le sorridevo. Dopo un po' le ho dato una penna ed un foglio di carta e le ho detto "mi aiuti?" lei inizialmente, con quella timidezza brillante che trovi pulita negli occhi dei bambini, non ha toccato né carta né penna. Ha guardato la sua mamma per farsi rassicurare. Poi di nuovo dritta nei miei occhi. Io ho aggiunto "facciamo che lascio tutto lì, quando e se hai voglia mi aiuti". Allora lei, finalmente sicura mi ha detto "sai che quando gioco io faccio sempre finta di essere te?". Mi sono sentita di sole.

Anche io non vorrei essere nessun'altra che me.

10 commenti:

Noir ha detto...

Meraviglioso post,
piaciuto tanto il finale.

GIO...ILLUSION ha detto...

Sostenere quanto sostieni tu di te stessa deve essere un peso enorme da trasportare ma bello da avere sulle spalle, per portarlo in giro a vedere il mondo.
Vedere il mondo con i tuoi occhi sarebbe chiedere troppo, vedere i tuoi occhi che guardano il mondo, invece , un dolce pensiero.
Capita di trovare affinità con se stessi mentre si camminano i paesaggi multicolore delle nostre anime, a volte è più facile riconoscere somiglianze in atri che non confermare vicinanze in se stessi, la coerenza è merce rara...rara, un po' come la tua ,apparentemente semplice, capacità di essere affascinante e introspettiva....

TuristadiMestiere ha detto...

e lo credo. Non solo sole, ma cielo e luna e stelle.

walkinblue ha detto...

Noir

Certi semplici eventi
sono illuminanti.
Grazie.

walkinblue ha detto...

Gio...

E' il mondo che s'è vestito di tutto punto e s'è messo a guardare... Credo tanto nella sua forza perché ne ho bisogno e io posso solo donargli la mia. Sto con me in questo periodo. Strettissima. Perché più di sempre so che è l'unico modo per onorare l'esistenza.
E' complesso quello che voglio dire... e stiamo stretti qui dentro. Mi hai lasciato un commento bellissimo. Mi hai letto passando per il dentro e questo è un po' come guardare attraverso i miei occhi.

walkinblue ha detto...

Turista

Una capriola piena di colori.
Piacere.

Lisa ha detto...

Quanta luce.
Anch'io sono su quest'onda negli ultimi sei mesi. A volte tremo, quando arrivo a sera, e crollo. Mi ripeto che tutto è possibile, che un centimetro cubo di possibilità basta e avanza per costruirmi come vorrei.
Viviamo di sole.

walkinblue ha detto...

Credo si debba succhiare luce dalla mattina alla sera. Sì. Perché dobbiamo essere felici... aldilà di tutto.

Andrea ha detto...

finito di leggere mi sono chiesto perchè ti ho immaginato così nitidamente per quelle strade (ma proprio quelle due/tre) di Ostiense...poi mi sono ricordato di quando è stata l'ultima volta che mi sono sentito così..ed era proprio li..!

walkinblue ha detto...

Andrea

Raccontami... di quella volta.