mercoledì 14 dicembre 2011


Qualcosa la lasciava opaca. Avrebbe voluto chiacchierare un po' con l'amore, chiedergli tutto quello che non si osa chiedere, conoscere ogni cosa. Passare attraverso la sua bocca/mischiare il fiato. La bava dell'amore. Seduta a terra con le gambe incrociate il sangue caldo e le guance arrossate. Come quando sta per travolgerti l'impossibile. E' tutto così altro, eppure qualcosa di allora sempre mi soffia dietro al collo. Solo adesso non è più pothos. Solo adesso non è più lui...

martedì 6 dicembre 2011

lunedì 5 dicembre 2011

Troppo fumo.
Stasera sono staccata/
ho i polpastrelli scivolosi e la lingua secca.

lunedì 28 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

Non sono io che non ho tempo/


è lui che non mi ha


...

mercoledì 16 novembre 2011


E' sorprendente vedere quanta luce sputa.

sabato 12 novembre 2011

Sono immune alla distopia totalitaria
fiera accendo una sigaretta.
Tremo nell'intimo. Grido sempre dentro.
Ho rutti emozionali continui e improvvisi. Sì.
Contraddizioni di anormalità normale.
Sorrido.
Ho comprato un quaderno nuovo
con le pagine solo bianche.
La vita a volte va anche presa per il culo. E' vero.
Dunque dimentico quel bisogno
che nonostante tutto mi pesa sulle ossa
e penso all'idea.
Quella di Platone/che vive nell'Iperuranio
/perfetta e immutabile/altra da noi.
Sola e divina/nel suo essere.

giovedì 10 novembre 2011

Ci stavano un sacco di luci intorno e lei stava seduta stretta perché faceva freddo. Gli occhi li muoveva in armonia con la musica che si teneva nelle orecchie. Aspettava. Il giorno appena cominciava. Le spalle erano leggere e le sue sensazioni positive. Erano ore e momenti così. Sempre più spesso. Sempre in espansione e sempre pieni di schiuma. Un po' come tornare adolescenti. Un po' come sentirsi tremori di conquiste. Saltare con la corda. Truccarsi troppo. Uscire un po' il pomeriggio presto rientrare un ora dopo non andare a scuola pomiciare di nascosto. Ci stavano le luci e la gente e le foglie per terra ed era una mattina che le attraversava gli occhi come fosse respiro.

mercoledì 9 novembre 2011


Rumori...

martedì 8 novembre 2011

La bellezza delle arance
e qualcosa che ti fa sentire bene.
Tra margherite gialle
un pensiero diverso e sensazioni rigenerate.
La sabbia di questi giorni
che dal fondo si smuove/mi smuove
che libera tesori da troppo nascosti.
Di nuovo donna dentro uno sguardo più appiccicoso di altri
ed accorgersi precisamente di quanto tempo sia passato.
Infondo. Quanto tempo. In quel fondo.

giovedì 3 novembre 2011

mercoledì 2 novembre 2011

Era stata tutta la sera a piedi nudi sul pavimento. Aveva sorriso e condiviso. Si era lasciata trascinare da ogni cosa e come mossa da qualche forza buona aveva sentito tutto il bello del mondo idratarle la pelle. Mentre beveva ancora un bicchiere di vino si colorava gli occhi e rideva di quel riso che nasce nel petto e ti fortifica il pensiero. Non era tornata a casa. Si era messa a dormire sul letto più alto, con l'alba che arrivava sentiva ancora quel massaggio che le aveva scaldato le spalle... Si era addormentata piano con la vita che le accarezzava i capelli.

lunedì 31 ottobre 2011

Prendimi per mano
e portami oltre questa nebbia.

giovedì 27 ottobre 2011

Entro in una stanza. Prima resto immobile, cerco di capire cosa fare e soprattutto perché. Poi starnutisco. Poi sospiro. Cammino verso la finestra, mi aggrappo alle pesanti tende per tirarle via. L'ambiente odora di polvere e rancore. C'è più luce ma anche fuori è grigio. Guardo aldilà dei vetri e lentamente mi volto per fissare il dentro. A terra pezzi di vetro e di carta strappata e umido di un qualche liquido e schifo. Sono confusa e mi conto i respiri. Faccio qualche passo ed è come se non sentissi le gambe il corpo il sangue. Sì, li ho uccisi io quei cigni neri. Ho strappato i loro becchi li ho maledetti. Ho ucciso i cigni perché loro mi impedivano di sognare ancora. Fa freddo. Mi guardo le mani. Richiudo le tende, che ora sembrano pesare meno. Lascio il dentro al buio. Mi sistemo in un angolo e mi addormento.

mercoledì 26 ottobre 2011

martedì 25 ottobre 2011

Sto spalancando con calci decisi tutte le porte.
Ho il fiato corto
le guance arrossate e le mani congelate.


C'è qualcosa di/ 
infinitamente profondo.
Con le mani strette intorno alla fronte
con le mani che tremano e stanno là
decise a sostenere comprimere asfissiare
le tempie.
Un fastidio che nasce dalla rassegnazione
o un fastidio e basta senza doverlo impacchettare.
E' fastidio e   b  a  s  t  a.
Pagherei fino al terzo strato di pelle per rivedere la purezza.
Là dove l'ho sempre vista/
o meglio là dove ho sempre voluto inventare di vederla.
Ecco è sempre questo. L'invenzione.
Eppure di te ricordo tutto
l'odore della pelle e l'umido dei tuoi occhi.
Nel fondo dove io credevo di saper guardare.
Tutti i colori. Ricordo tutto.
Sono sicura di aver visto un giorno Zeus inginocchiarsi
e regalarci l'Olimpo tanto era quello che avevamo.
Ora vibro e mi stringo le tempie.
Forse erano solo visioni. Solo invenzioni.
Anche se 
io di te ricordo tutto.