lunedì 2 aprile 2012

Qualcosa di interessante/entusiasmante
si spiccica da dove s’era sistemato
che siamo fatti di istinti ed emotività.
L’intenzione serve a poco
quella degli altri/la mia è provvidenziale.
Da oggi stiro il probabile
/tolgo tutte le pieghe. Un divenire inamidato.
Non ho mai creduto che le trasformazioni
fossero robetta per gente semplice/
Mi rompo le ossa magari.
Ho tutti voglio conficcati nella fronte
senza perderne uno/ piuttosto aggiungendone ancora.
Ed ho intenzione di risentire la tenerezza
e di accettare che sono stata io.

Quando mi stanco penso all’odore del basilico
e alla certezza di voler essere 
ancora più bella.

mercoledì 28 marzo 2012

Concreta girellava nei suoi labirinti. Lei sempre affamata di emozione, che a volte per il tanto cercare perdeva di vista il senso vero e alterava il reale per donarsi pietosa qualcosa in cui riversare la malinconia che spesso sentiva avanzarle. Certe cose si fanno e certe non si fanno. Si era svegliata con addosso il ricordo di qualcosa che l’aveva resa leggera,  mentre si lavava i denti riflessa in quello specchio solito aveva capito che sarebbe stato un giorno bello. Oggi era un giorno bello. Le sue dita ritrovavano il giusto tremore, per l’anima e per tutto quello che stava latente appoggiato in qualche parte di lei. 
Quando sarò finalmente di nuovo totalmente libera
tu non potrai più eluderti da me.
Allora ti strariperà ogni cosa mia/
e saremo felici
e giocheremo dalla mattina alla sera
e ti tratterrò senza alcuna forza

tra le mie scapole.

lunedì 26 marzo 2012


Io ho continuamente voglia di


tremarti...

martedì 20 marzo 2012



Imprecavo spesso
stavo sbiadita
e ora che finalmente vedo
semplicemente
mi lucido le labbra

Per amarsi serve un’emozione vera.

giovedì 15 marzo 2012

Basta. B A S T A. Mi prendo per i capelli e faccio che basta. Troppi giorni di implosioni di finta redenzione di trattenuta emotività e di sigarette amare e assenza d’immaginazione. Stamattina ho visto fiorire il pesco, è stato come se si schiudesse davanti ai miei occhi. Facciamo così… io non mi trattengo più e se precipito pazienza. Non sono fatta per essere insipida e non capisco nemmeno come mi sia venuto in mente. È colloso ogni mio istinto e ci sto io e ci stai tu. Questa cosa che mi è capitata tra le mani e al tatto ha una consistenza così reale e miracolosa. Mi concentro solo sul niente, do importanza al nulla. Mi rotolo nel niente da giorni e giorni come fosse la sola cosa che conta, più della sua saliva e dei suoi occhi e di tutti i suoi mondi bellissimi. Fanculo/sono stupida. Non ti muovere da dove stai, non guardare questi buchi neri di me che poi passa. Passa subito/lo giuro. Sta passando. È passato.

E tutti i figuranti che vengono di notte.
Certi mi raccontano storie
altri masticano tabacco e aspettano che sia io a parlare.

Lascio crollare le difese e presto mischiamoci la carne perché io ne ho bisogno. Un angolo di regno dei cieli. Beatificazione e olio di mandorle. Strappo le corde che sento a costringermi i polsi ed anche il petto e mi soffio nell’ombelico. Raschio la superficie e ritrovo l’autentico che fingevo di non sentire più. Certe volte la pelle si secca per paura. Ma io voglio stare dove sto/dove stanno le mie cose/dove stai tu. Io ti ho cercato così tanto, perché ora dovrei tirarmi indietro? Scrivo come un’incapace. Scrivo a tratti. Scrivo a singhiozzi.

E un lontanissimo odore di qualcosa che è stato
viene a  distrarmi dalla corsa.
Mi mozzico e torno mia.

Voglio giocare a campana con Emran. Lentissima e rituale. Sorrido e penso a quante cose dobbiamo ancora fare. Liquida strappo via questa patina che da giorni ho sugli occhi e dal loro fondo vorrei chiederti di farlo.

Sì. Facciamo l’amore io e te?

lunedì 12 marzo 2012


Picchiettava le dita sull’orlo di un bicchiere. vicino odori e facce e bambini e legno e pensieri e vita. Le mani le si erano un po’ freddate, intorno alle unghie si era mangiata il possibile e per vizio non per nervoso. Sapeva di avere ancora tanto sporco da pulirsi. E sapeva anche quanta fosse la paura. Lei aveva paura. La riconosceva, le stava poggiata sulla schiena spesso ultimamente. Quelle cose che ti restano attaccate alle ossa anche quando credi di aver capito tutto. Aspettava senza smania d’attesa. Rifletteva spesso sul concetto genuino di “giorno dopo”. Perché c’è sempre un giorno dopo.  Quello s’era seduto al loro tavolo e scolava rassegnazione mentre parlava della vita che aveva scelto, così lei aveva ancora una volta sorriso nella sicurezza che mai si sarebbe rassegnata. Poi come un odore vivo, la certezza nel petto di stare bene


/che tanto poi è già il giorno dopo.

sabato 10 marzo 2012

E' inutile rifarsi il trucco
e ridiscutere le posizioni.
E' inutile. Mi svuoto
e decido di farmi un bagno bollente.
Vorrei ora una cantilena
infilzata nelle tempie.
Cerchi concentrici/annullamento
freddo e assenza di iniziative.
Acqua densa/resistenza/mutismo.
Tutte queste sensazioni...
devo sbrigarmi a pisciarle via.


Mi violento spesso
e subito dopo
scelgo.

venerdì 9 marzo 2012


Mi vai
almeno quanto questo sole.
Trasparenze e pelle.
Io voglio.

martedì 6 marzo 2012

Stava asciutta a masticare fili di caramello. Quando girellava immaginava la vita della gente, a quelli con gli occhi vivi regalava sempre qualcosa di luccicante e a quelli con il grigio tutt'intorno faceva capitare spesso qualcosa di divertente. Non riusciva più ad attraversare quelle parti che credeva di conoscere bene, non ancora o almeno non come un tempo. Si sentiva un po’ fuori posto negli ultimi giorni, né bella né brutta, un po’ insapore e soprattutto eventuale. Ecco sì, in questi giorni si sentiva molto eventuale. Considerava la clemenza e l’inclemenza e spostava le convinzioni. Le riordinava di continuo per capire e soprattutto trovava loro nuovi sensi seppur superficiali. Significati sconosciuti fino a quel momento, significati mai ascoltati che subito si gonfiavano di probabilità nuove. Poi zitta zitta restava a guardare. Dolcemente in attesa. Pazientemente in sospensione.

sabato 25 febbraio 2012


Leccarmi per lavare via ogni sensazione smarrita, ogni punta di rassegnazione, ogni malinconia. Leccarmi per tornare esattamente là. Ogni percezione come patina sullo stomaco. Poi finalmente il sole e questo inverno che si sta mettendo in ginocchio. Ho istinti troppo veri. Gli unici possibili. Ogni rinuncia adesso mi trema tra le ossa. Magari in un altro momento, magari altrove. Ora ogni rinuncia mi sembra insopportabile.

lunedì 20 febbraio 2012



Fragilità involontarie
/
senza 
lune gravide
.

lunedì 6 febbraio 2012



intreccio/nodi

aspetto/promesse


IO

mercoledì 1 febbraio 2012

L'unico istinto possibile.
Il solo.
La finestra e il tetto.
Così senza alcuna difesa
sorprendendo possibilità
Siamo animali.
Qualcosa di infinitamente vero.
I relativismi non mi appartengono
e per scelta ora
nemmeno i potenziali inespressi.

Torniamo all'origine.

lunedì 30 gennaio 2012

L'ultimo giorno di pioggia il sole quando è da troppo un sapore forte e buono l'acqua bollente sulle spalle il vento estivo nelle giornate bollenti la mano di un bambino il colore delle foglie di figo l'emozione asciutta delle sorprese e quella umida dell'eccitazione la voce quando da almeno quattro ore non la senti la lingua e gli occhi belli il languore allo stomaco il caffè di metà mattina le unghie rosse e il sentirsi femmina un vino buono le luci delle insegne luminose otto braccia a stringersi le altalene e anche i pattini a rotelle e l'appicciocoso e instancabile mai rassegnato bisogno che sbatte ancora più forte...

mercoledì 25 gennaio 2012



Certe cose ora stanno proprio in ordine.
Mipiaci e gioco.
Sempre più consapevole
con la chiarezza di quanta artefatta struttura ci fosse prima.
Libera mi muovo/ti muovo
inaspettatamente travolta da tutto.
Si stanno strappando gli ultimi lacci
e mentre inarco la schiena sospiro.


Quanto bello esiste
è ancora inverno 


/eppure.

domenica 22 gennaio 2012

Si era aggiustata le bretelle del reggiseno e aveva incrociato le gambe, un attimo dopo aveva ripreso a muovere le dita. Quella gola di musica le indicava la strada anche se lei spesso inciampava. Erano momenti così, felicemente fertili ma privi di ogni aspettativa. Nei "tra" forse qualche aspettativa si creava, ma era semplicemente desiderio di serenità e bello; un po' come dire: "se succede allora volopertuttalavita ...altrimenti canto". Poteva stare ore e ore ad ascoltare i suoi racconti o a guardare i suoi occhi che si illuminavano come lanterne Kongming ad ogni pressione di emozione. Era così lui, senza nessuno strato intorno. Era così per lei/così con lei. Potevano correre o restare immobili uno dentro la bocca dell'altro, senza dover nulla al come si dovrebbe. La ricerca continua e mai stancante, guardata e lasciata libera. Muovevano un passo dopo l'altro certi e sempre curiosi. Credendo possibile ogni miracolo, magari solo attraverso la saliva. Si appoggiava lui, le si sistemava in parti un tempo naufragate ed era come ci avesse abitato da sempre. Lei si riscopriva un braccio e poi la mano risentiva lo stomaco pieno di bolle attraversava le sue tempie vibrando su ogni pensiero ritrovava il balletto della lingua nell'umido di qualcun'altro e il rumore che fa il ventre quando preme. Giocava/sentiva e finalmente respirava di nuovo aria autentica. 

martedì 17 gennaio 2012

lunedì 16 gennaio 2012

Lento/batte il tempo.
Ci aspetta e si sistema.
Sull'uno un'onda che si increspa salata
per poi sedimentarsi in piccole grida benedette.
Il gusto
ecco sì, io ritrovo il gusto.
Hai gli occhi vivi e qualcosa di mio che ancora non trovo/
ma sta lì /ed è mio.
Mi viene da pensare all'estetica
a come possa stare in ogni cosa.
Densamente.


Io potrei essere pronta/
un tonfo a braccia spalancate/
e poi/
di nuovo.

mercoledì 4 gennaio 2012


Serenamente
in una mattina piena di meringhe.
Fluidità estetica lontana da ogni finzione.
Sistemati approssimativamente
eppure perfetti.
Bianco come fosse oltre.
E' armoniosa ogni cosa insieme a me.


Certi sguardi si allineano.
Finestre spalancate da un urlo di vento
mancanti di educazione
e gonfie di panorami.

mercoledì 14 dicembre 2011


Qualcosa la lasciava opaca. Avrebbe voluto chiacchierare un po' con l'amore, chiedergli tutto quello che non si osa chiedere, conoscere ogni cosa. Passare attraverso la sua bocca/mischiare il fiato. La bava dell'amore. Seduta a terra con le gambe incrociate il sangue caldo e le guance arrossate. Come quando sta per travolgerti l'impossibile. E' tutto così altro, eppure qualcosa di allora sempre mi soffia dietro al collo. Solo adesso non è più pothos. Solo adesso non è più lui...

martedì 6 dicembre 2011

lunedì 5 dicembre 2011

Troppo fumo.
Stasera sono staccata/
ho i polpastrelli scivolosi e la lingua secca.

lunedì 28 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

Non sono io che non ho tempo/


è lui che non mi ha


...

mercoledì 16 novembre 2011


E' sorprendente vedere quanta luce sputa.

sabato 12 novembre 2011

Sono immune alla distopia totalitaria
fiera accendo una sigaretta.
Tremo nell'intimo. Grido sempre dentro.
Ho rutti emozionali continui e improvvisi. Sì.
Contraddizioni di anormalità normale.
Sorrido.
Ho comprato un quaderno nuovo
con le pagine solo bianche.
La vita a volte va anche presa per il culo. E' vero.
Dunque dimentico quel bisogno
che nonostante tutto mi pesa sulle ossa
e penso all'idea.
Quella di Platone/che vive nell'Iperuranio
/perfetta e immutabile/altra da noi.
Sola e divina/nel suo essere.

giovedì 10 novembre 2011

Ci stavano un sacco di luci intorno e lei stava seduta stretta perché faceva freddo. Gli occhi li muoveva in armonia con la musica che si teneva nelle orecchie. Aspettava. Il giorno appena cominciava. Le spalle erano leggere e le sue sensazioni positive. Erano ore e momenti così. Sempre più spesso. Sempre in espansione e sempre pieni di schiuma. Un po' come tornare adolescenti. Un po' come sentirsi tremori di conquiste. Saltare con la corda. Truccarsi troppo. Uscire un po' il pomeriggio presto rientrare un ora dopo non andare a scuola pomiciare di nascosto. Ci stavano le luci e la gente e le foglie per terra ed era una mattina che le attraversava gli occhi come fosse respiro.

mercoledì 9 novembre 2011


Rumori...

martedì 8 novembre 2011

La bellezza delle arance
e qualcosa che ti fa sentire bene.
Tra margherite gialle
un pensiero diverso e sensazioni rigenerate.
La sabbia di questi giorni
che dal fondo si smuove/mi smuove
che libera tesori da troppo nascosti.
Di nuovo donna dentro uno sguardo più appiccicoso di altri
ed accorgersi precisamente di quanto tempo sia passato.
Infondo. Quanto tempo. In quel fondo.

giovedì 3 novembre 2011

mercoledì 2 novembre 2011

Era stata tutta la sera a piedi nudi sul pavimento. Aveva sorriso e condiviso. Si era lasciata trascinare da ogni cosa e come mossa da qualche forza buona aveva sentito tutto il bello del mondo idratarle la pelle. Mentre beveva ancora un bicchiere di vino si colorava gli occhi e rideva di quel riso che nasce nel petto e ti fortifica il pensiero. Non era tornata a casa. Si era messa a dormire sul letto più alto, con l'alba che arrivava sentiva ancora quel massaggio che le aveva scaldato le spalle... Si era addormentata piano con la vita che le accarezzava i capelli.

lunedì 31 ottobre 2011

Prendimi per mano
e portami oltre questa nebbia.

giovedì 27 ottobre 2011

Entro in una stanza. Prima resto immobile, cerco di capire cosa fare e soprattutto perché. Poi starnutisco. Poi sospiro. Cammino verso la finestra, mi aggrappo alle pesanti tende per tirarle via. L'ambiente odora di polvere e rancore. C'è più luce ma anche fuori è grigio. Guardo aldilà dei vetri e lentamente mi volto per fissare il dentro. A terra pezzi di vetro e di carta strappata e umido di un qualche liquido e schifo. Sono confusa e mi conto i respiri. Faccio qualche passo ed è come se non sentissi le gambe il corpo il sangue. Sì, li ho uccisi io quei cigni neri. Ho strappato i loro becchi li ho maledetti. Ho ucciso i cigni perché loro mi impedivano di sognare ancora. Fa freddo. Mi guardo le mani. Richiudo le tende, che ora sembrano pesare meno. Lascio il dentro al buio. Mi sistemo in un angolo e mi addormento.

mercoledì 26 ottobre 2011

martedì 25 ottobre 2011

Sto spalancando con calci decisi tutte le porte.
Ho il fiato corto
le guance arrossate e le mani congelate.


C'è qualcosa di/ 
infinitamente profondo.
Con le mani strette intorno alla fronte
con le mani che tremano e stanno là
decise a sostenere comprimere asfissiare
le tempie.
Un fastidio che nasce dalla rassegnazione
o un fastidio e basta senza doverlo impacchettare.
E' fastidio e   b  a  s  t  a.
Pagherei fino al terzo strato di pelle per rivedere la purezza.
Là dove l'ho sempre vista/
o meglio là dove ho sempre voluto inventare di vederla.
Ecco è sempre questo. L'invenzione.
Eppure di te ricordo tutto
l'odore della pelle e l'umido dei tuoi occhi.
Nel fondo dove io credevo di saper guardare.
Tutti i colori. Ricordo tutto.
Sono sicura di aver visto un giorno Zeus inginocchiarsi
e regalarci l'Olimpo tanto era quello che avevamo.
Ora vibro e mi stringo le tempie.
Forse erano solo visioni. Solo invenzioni.
Anche se 
io di te ricordo tutto.

lunedì 24 ottobre 2011

Un paese di pietre bianche e lisce dove l'odore di inverno ti fa pizzicare il naso. Mi riconoscono tutte quelle facce e mi salutano con slanci d'affetto impagabile. Mentre cammino e cerco di ritrovarmi dentro quei vicoli lascio che il vento mi sposti la sciarpa leggera, che tanto lei non si impegna a contrastarlo. Mi rivedo intorno a quella fontana. Bambina e poi adolescente. Mi guardo ora donna. E' passato così tanto tempo eppure nei miei ricordi non sembra sia così lontano. Le persone di questo paese hanno gli occhi buoni e il cielo quando si fa notte è zeppo di punti luminosi che sembra non ti bastino i tuoi di occhi per rincorrerli ed è una visione così intensa che in un attimo in un momento smetti di sentire il peso di ogni cosa e potresti cominciare l'ascesa verso di loro verso di lui con la leggerezza dell'elio dentro la pelle ridendo forte mentre ti risucchia il blu. Avevo bisogno di morbidezze. Del camino dentro la stanza e una partita a scacchi mal riuscita come tutte quelle della mia vita. Io davanti agli scacchi con mio padre e lui che vince sempre. Non succedeva da troppo. Ho sempre paura non succeda più quando riparto. Continuo a chiedermi se è colpa sua. Se è per colpa di questo uomo che ormai si sta facendo vecchio che ho scelto l'amore dell'abbandono fino ad oggi. Non ho più il bisogno morboso di risposte. Prima di uscire da casa sempre mi volto indietro, come se volessi pregarla di fargli compagnia. Come se volessi raccomandarmi a lei perché stringa e scaldi la sua solitudine. Avrei voluto un'altra vita per loro, per entrambi, ed ho schiumato rabbia mille volte perché non volevo accettare la mia impotenza. Ora so che posso decidere solo per me e che loro hanno scelto per loro stessi e sceglieranno ancora. Le pietre bianche di questo paese restano per me confetti dolci e allora semplicemente non vedo l'ora che nevichi di nuovo.
La vita è veramente tanto bella. 

mercoledì 19 ottobre 2011



Nessuno mi vivrà mai più
come te.

martedì 18 ottobre 2011

Un capogiro.
Le labbra asciutte strette mentre la bocca si impregna di saliva.
Schiuma.
Una cima altissima dove sto stretta al vento
e dalle tempie ai piedi mi libero
da ogni pensiero/bisogno/frustrazione di impotenza.
Non sento freddo e mi stringo
con le sole due braccia possibili. Le mie.

Collosa e vibrante


sensazione.

domenica 16 ottobre 2011


G  i  o  c  o


e cerco il senso profondo del
"coraggio intellettuale della verità"

giovedì 13 ottobre 2011

Ho nostalgia delle pulsioni che mi davi.
Fili d'erba verdi
come fossero ricami.
Saggezza e sincerità
di odori e forme.
Serena essenza in cui nascondersi
/credendo.
Vorrei cacciare ogni cosa per accoglierti ancora.
Ho nostalgia di quella mia fiducia inalterata.
Bianca. Tua.
Ho 
paura 
della 
polvere
e l'idea di tremare ancora
anche solo per un momento
è più forte di ogni mia razionale iperbole.

mercoledì 12 ottobre 2011

C'è una strana leggerezza mischiata al mio respiro. Mi guardo attraversare strade rivolgermi alla gente stare in posti del tutto nuovi o anche solo prendermi un caffè al vetro macchiato come piace a me e mi sento definita. Come fossi disegnata a china da mani esperte su un foglio grezzo e vivo. Sono compiuta ogni giorno di più. Affogo in mille pensieri e infiniti progetti. Sto attenta a tutto quello che faccio e la mia testa non smette un solo secondo di pensare e decidere e agire per muovere il corpo dove devo. Non appartengo all'immagine che nei miei occhi hanno certe vite. Continuo a dirmi che la mia deve essere diversa e so sempre più profondamente quello che voglio e perché lo voglio. Fatico che certe volte mi lascerei cadere a peso morto ma subito penso che tutto è possibile. Questo posto molto spesso è una catarsi. Inizio da "c'è una strana leggerezza mischiata al mio respiro" e arrivo dove l'acqua è più profonda e arrivo chissà dove. Per troppo tanto tempo mi sono solo accontentata. L'energia maschile che sta in una donna. Quella del guerriero. Quella che quando esce non puoi proprio più fermarla. Quell'energia capace di  t r a s c i n a r e.
Ci stava una bambina che mi guardava zitta zitta. Io ogni tanto, mentre facevo il mio, le sorridevo. Dopo un po' le ho dato una penna ed un foglio di carta e le ho detto "mi aiuti?" lei inizialmente, con quella timidezza brillante che trovi pulita negli occhi dei bambini, non ha toccato né carta né penna. Ha guardato la sua mamma per farsi rassicurare. Poi di nuovo dritta nei miei occhi. Io ho aggiunto "facciamo che lascio tutto lì, quando e se hai voglia mi aiuti". Allora lei, finalmente sicura mi ha detto "sai che quando gioco io faccio sempre finta di essere te?". Mi sono sentita di sole.

Anche io non vorrei essere nessun'altra che me.

lunedì 10 ottobre 2011


Da qualche parte. Assurdamente. Certamente.

giovedì 6 ottobre 2011

Ho corso tutto il giorno. Corro di continuo. Non mi fermo un momento. Quasi dimentico i contorni per quanto mi risucchiano le giornate. Tempo su tempo che si accumula. Non ci posso far nulla, deve essere così. Vivi momenti velocissimi prima. Dopo ne vivi altri che sono anche più veloci. Ecco giornate così, che mi sfiancano e piombano su nottate insonni. Sì, perché solo la notte mi riesce di stare un momento tra me e me e allora cerco di farlo. Non butto tempo dormendo. Ho corso tutto il giorno e prima che girasse la chiave mi sono infilata in una libreria. Ho implorato la commessa di aver pazienza perché stasera dovevo assolutamente leggere un libro. Lei ha sorriso. Io ho cercato di fare in fretta. Ne ho scelti due. Li stringevo al petto prima ancora di pagarli. Quasi a disagio per il delirio compulsivo che avevo avuto. Ho pagato, non li ho fatti imbustare e finalmente lenta sono tornata verso casa. Camminavo piano piano piano e ritrovavo il ritmo. Basta regalarsi il giusto. Sempre.

mercoledì 5 ottobre 2011


Un oceano che sorprende
prima che si strappi l’ultima onda.
Tonfi di creazione
poi schiuma.

Veloce come un amen io ti prego

/sparisci

martedì 4 ottobre 2011


Mentre mi conto le ciglia prima di dormire...


Da.qualche.parte
s o t t o la pelle /io so
di amarti ancora.

domenica 2 ottobre 2011

Stasera sono tornata a casa scalza.
Ti ho cercato.
Dove posso.
Ancora una volta voyeur
attraveso rettangoli inanimati di consolazione. 
Devianze necessarie a mascherare assenze.
Sbavature di colore su tele già finite.
Stasera sono tornata a casa asciutta.
L'aria fuori era finalmente un po' più fresca
io non avevo motivi
per sciogliere anche la più banale delle sensazioni.
Roma di notte ha la pelle luminosa e il respiro lento.
Strati di rumore isolavano il mio silenzio
lo coprivano e mi lasciavano al sicuro.
Voglio stanotte tantissimo.
...

Ancora una volta l'eleganza dei tulipani
e la bellezza luminosa di tutto quello che sento.

giovedì 29 settembre 2011

E quando poi certe cose
iniziano ad andare proprio come devono.


Inspiro. Sorrido. Espiro.

martedì 27 settembre 2011





Olio di mandorle. Sono raffreddata questo mi segna la faccia più del rosso sui capelli. Sfatta. Infilo una pallina per ogni giorno che passa. La mattina mi alzo /arrivo alla sera /e prima di dormire la infilo. Metodo. Ecco sì, mi impongo il metodo.

lunedì 26 settembre 2011

venerdì 23 settembre 2011

La semplicità complessa di una crostata di more. Avrei bisogno di respirarti in una stanza stretta stretta. La costanza attenta nel raccoglierle quelle benedette more tra rovi scomodi. Una per una. Non ho più quel pezzo di cielo in cui mi sistemavo per brillare. E mi servirebbe un gioco in cui sorridere per niente. Le promesse che uno di vita in vita dovrebbe mantenere. I segreti detti e mille altri motivi che ti stanno addosso e non puoi e non devi e non ti riesce di ignorare. Si sbaglia quando si ama tanto come quando si ama poco. L'innocenza. Dovremmo mantenerci innocenti anche se costretti ad essere adulti. Penso alla purezza e così vorrei l'amore. Un vento fresco e un tetto di notte e una luce troppo forte e poi le zampe lievi di un gatto lo stare in equilibrio su un piede solo e l'acqua quando hai sete ed un buon vino quando sorridi e l'ascolto incondizionato e la fierezza di essere lì in quel posto in quel modo in quel momento esattamente dove vuoi. Da grande vorrei essere una crostata di more. E adesso vorrei una treccia di capelli lunghi lunghi da intrecciare. Dopo averli spazzolati lentamente inclinando morbida la testa. Diffondermi.

giovedì 22 settembre 2011

Mi sono addormentata con la sensazione della tua mano poggiata sulla coscia. Come quando stavamo per addormentarci. Come quando stavi per addormentarti insieme a me. Come quando.

E poi lampi
a fare giorno la notte.

mercoledì 21 settembre 2011


Mi metto perpendicolare a questa giornata


/impregnata di nostalgia.

martedì 20 settembre 2011

Il giusto posto per ogni cosa
le verità assolute
e le notti in cui tremo.

domenica 18 settembre 2011

Tornava spesso a cercare quella sensazione capace di nutrirla. Si stava sedimentando ogni cosa in lei. Solo qualche brevissimo rigurgito che però non lasciava spazio a nuove considerazioni. Era tutto come sempre e quel sempre era una ripetizione troppo offensiva ormai per il tempo che invece voleva e doveva essere vissuto nell'oltre. Riscopriva tutti i valori ed era certa di quanto fossero insapori le vie di mezzo. Imparava l'autostima e il merito. Suo e di nessuno. E quella incompletezza la offendeva più di sempre. Che sapore avranno le farfalle? Quello dei sogni. Lo stesso dei sogni. Giocava tra terra e cielo la sua partita e si liberava di rumorosissimi pesi. Si svestiva piano piano e si illuminava di autenticità. Esistono affinità elettive ma esiste anche la consapevolezza che non sempre si possono compiere. Non sempre si posizionano al centro esatto di due fasci di luce. Le faceva pizzicare la lingua l'odore della pioggia e il silenzio ormai non la tagliava più.

sabato 17 settembre 2011

Il relativismo/


mi scolorisce.

mercoledì 14 settembre 2011


Era così forte in alcuni momenti che assurdamente le sarebbe bastata un'illusione...


/


Mi mastichi di continuo.
Vaffanculo.
In assenza
/piego il cielo e me lo metto in tasca.

martedì 13 settembre 2011

L'odore del bagnoschiuma mi rassicura
ed ho il mio libro sul comodino.
E' una notte di luna gonfia
ed ho voglia di sognare.

Non mi altero. Non mi cambio.
Non ho altra aspirazione che essere io.

domenica 11 settembre 2011

Mi smarrisco. Vorrei per tutti la fluidità dell'acqua. Ricambio continuo di intenti e emozioni senza alcun ristagno. Non sempre non per tutto non di continuo magari, però ad un certo punto mi aspetto che accada. Stavo con il collo di una bottiglia dentro le dita e ascoltavo attenta ma soprattutto analitica. C'è qualcosa di perennemente spostato. Qualcosa di costantemente fuori posto. Sì, giudico. Io mi giudico di continuo e giudico anche gli altri. C'è un'assenza di amore così grande che la gente ormai, magari in modo involontario, è costretta a inventare. Lei inventa di amare lui, comprano una casa e coinvolgono il mondo - padri madri fratelli eventuali figli di eventuali altri coiti sbagliati - per poi passare giorni e mesi a massacrarsi finché uno dei due non ne può più e lascia che tutto bruci. Oppure lui abitudinario e statico non si espone non si scompone non si misura sta con lei le paga cene e weekend di consolazione e non capisce proprio perché quella benedetta ragazza continui ad essere così insoddisfatta, s'è anche trovato un'amante per non apparire troppo frustrato. Insomma c'è qualcosa di costantemente sfalsato. Anche nei rapporti amicali. Nello "stare" con l'altro in generale c'è troppo disagio. Sempre tutti concentrati a vedere chi incula chi e perché senza mai porsi il problema che forse le cose, delle cose accadono e basta. E quando, come ora, i miei occhi diventano punti di osservazione io mi sento fortunatissima sempre. Sbaglio tante cose mi illudo di tante altre esagero e spesso non mi do il giusto tempo, però sono sempre sempre sempre autenticamente in evoluzione. Di questo sono certa. Mi preoccupo di imparare e ritrovare gli occhi l'odore e tutto di chi mi sta intorno. Amo da quattro anni - anche di più - consapevolmente, senza inventare  tutti i papaveri che di bellezza questo mi dona e quando mi passo la crema sul corpo so riconoscermi con fierezza. 

Sì, io tendo all'acqua.
Io cerco ogni giorno di essere acqua.

sabato 10 settembre 2011



Con i capelli rossi
mi sembra vada meglio.
Sorrido.
E’ che certi momenti mi sembra semplicemente inevitabile. E’ come se esistesse in me da sempre, mi tendo in modo naturale. Involontario. Inizio a sentire un bruciore dentro e poi qualcosa che spinge. Strazia. Spacca. Si libera. Mi libera. Che si allarga. Sempre di più.


Sempre di più.

giovedì 8 settembre 2011


Proprio in questo momento
in profondità.
Chiudo gli occhi
e mi schiuma il cuore.

mercoledì 7 settembre 2011

Forse tornerò all'apice o forse no. Sono solo pazza, ma sono anche un sacco blu. Ed è innegabile quanto sia in alcuni momenti/respiri/spruzzi di me asfissiante l'assenza. E' credo una devianza. Odio la pubblicità nella cassetta della posta e non sopporto le frasi di circostanza. Alle sette e venti di questa mattina avrei voluto aprire le finestre e respirare il mare. Solo a questo pensavo mentre il sonno mi ricordava ossessivo del ritardo. Il mio punto di non ritorno vibra di continuo. Incerto anche lui come lo sono io. Mi manchi. Ho dimenticato di comprare le sigarette, sono tornata indietro con la sensazione collosa di aver commesso un errore irreparabile. Esagerazioni per disagi emotivi, quindi conseguente ed inevitabile esasperazione di eventi. Ora fumo ed è come se vedessi. Come se ti vedessi.

lunedì 5 settembre 2011



Il tuo genio
mi cammina scalzo
sulla spina dorsale.
La luce le passava lenta tra i capelli. Era come era e andava bene. Doveva organizzarsi il tempo e le scelte da fare. Si smarriva un pochino di paura pensando a quanto ci fosse d'affrontare ma questo non mischiava certo gli obiettivi. E' normale la paura. Ma voleva più di sempre sentirsi parte della sua vita, senza attese inutili e rimpianti. Scegliere responsabilmente per se stessa. Colloqui in cui misurarsi senza impressionare e impressionarsi. Cambiare posto, lavoro e tutto ma soprattutto non portarsi mai dietro il peso dello svilimento. Quello che sta sulle spalle di chi sopravvive senza vivere. Sospirava piena di luce tra i capelli e immaginava di impregnarsi d'autunno.


Come fosse mutazione di natura/naturale.

domenica 4 settembre 2011

sabato 3 settembre 2011

Ho te ovunque
in me.
Eppure sono sola.


Ritornelli di voci esauste. E' notte e dovresti guardarmi sotto la pelle. E' buio e dovrei odorarti la nuca senza perdere tempo. Cerchi concentrici e nessuna spinta per l'onda. Questo è/noi non siamo. Ritornelli di voci afone stanche di ripetizioni e ripetizioni. Quasi vuote ormai nella costrizione ciclica. Vorrei mi stupissi. Nel bene e nel male. Scuotimi la testa straziami la bocca.

venerdì 2 settembre 2011

Fa ancora troppo chiasso e io ho bisogno di silenzio. 
Guardo giù. Vedo coriandoli colorati precipitare dai miei stessi occhi. Svelta tiro su il viso perché non voglio perderli. Allora gli occhi si riempiono si gonfiano pesano tutti sul fondo. Batto le ciglia piano piano e sospirando appena...